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La sede milanese di Value Team
Il palazzo in via Vespri Siciliani 9 è riconoscibile sia per la sua particolare facciata con il grande basamento in acciaio inox e le finestre incorniciate di lamiera color arancio, sia per l'area verde interna che rappresenta una sorta di grande giardino per tutto l’isolato.
Infine, l’edificio rispetta i più avanzati criteri di sostenibilità ambientale finalizzati a ridurre l’inquinamento atmosferico e ad abbattere i consumi energetici, grazie alle caratteristiche dell’involucro edilizio, a un migliore utilizzo della luce naturale e a sistemi impiantistici innovativi che prevedono l’utilizzo di ridotta potenza.
L’edificio è composto da tre corpi di fabbrica di forme geometricamente pure separati ma funzionalmente interconnessi con passerelle e volumi di raccordo.
Sotto il profilo urbanistico, l’intervento non modifica radicalmente le volumetrie preesistenti ma, grazie alla ridefinizione dei perimetri e dei calibri dei corpi, rivede i rapporti tra le parti e consente di ricavare negli interstizi ampie porzioni di aree verdi.
Il rapporto con la città è ricercato e riaffermato, con modalità ogni volta diverse, sia nei confronti dello spazio urbano che all’interno del tessuto edilizio.
La scelta di costruire sul fronte strada rispettando gli allineamenti con gli edifici adiacenti, stabilendo quindi un rapporto diretto e non mediato con lo spazio pubblico, rappresenta una precisa volontà di riannodare i legami tra la città e le sue parti, tra lo spazio ad uso collettivo e quello ad uso privato.
Il linguaggio rigoroso e astratto della facciata, caratterizzato da un basamento in inox e da una rivisitazione contemporanea della finestra con cornice, è il tentativo di ricomporre un ambiente urbano variegato sotto il profilo stilistico, e inoltre costituisce un forte elemento di riconoscibilità.
L’atrio di ingresso interrompe il basamento nella sua parte centrale e si proietta all’interno connettendo l’edificio su strada con i retrostanti due corpi di fabbrica. Questo varco, scandito in sequenza prima da un giardino mediterraneo e poi da un muro vegetale alto 20 metri, anticipa e rende percepibile anche dal marciapiede il carattere architettonico e ambientale degli spazi più interni, dove rilevanti porzioni di spazi verdi sono incorniciate dai fronti più aperti realizzati in acciaio, legno e vetro.
I corpi più bassi, con la ripetizione di facciate di uguale disegno e fattura, interagiscono tra loro, corrispondendosi anche sotto l’aspetto funzionale. I loro tetti, e gli spazi tra essi compresi, trattati come giardini tematici, si presentano come un nuovo grande spazio verde riconoscibile come fulcro dell’intero isolato. Tale soluzione architettonica, in un’area soffocata dall’eccessiva densità edilizia, è inoltre funzionale a qualificare gli affacci della nuova costruzione verso gli spazi esterni.
Così come nel passato, (secondo quanto riportato da testimonianze di vecchi residenti), la preesistente fabbrica di macchine da cucire “Virginio Rimoldi & C.” aveva saputo essere parte integrante della vita del quartiere, oggi è stato ritenuto importante trovare un tipo di relazione tra produzione e città, definito non solo dalle dinamiche sociali determinate dalla presenza di un nuovo e numeroso gruppo di lavoratori, ma anche dalla configurazione stessa del nuovo edificio, con il suo affaccio su strada.
Il tema progettuale dell’edificio per uffici è stato affrontato, in linea con i più evoluti studi di sociologia del lavoro, cercando di perseguire uno standard qualitativo, definito dai caratteri ambientali che concorrono al benessere psicofisico degli utenti, compresi quindi anche la geometria e le proporzioni degli spazi interni, la tipologia della luce naturale e artificiale e le modalità del rapporto tra interno ed esterno, oltre naturalmente alle caratteristiche degli impianti tecnologici.
Ad una concezione di edificio-macchina, che spesso volutamente esplicita la sua destinazione d’uso, si è cercato di contrapporne una altrettanto efficiente, ma con caratteri più domestici, in cui l’uomo e le sue esigenze, e non solo la sua produzione, siano al centro del progetto.
Il verde e la luce naturale
La presenza di aree verdi e di abbondante luce naturale, come elemento strutturante dell’edificio, corrisponde alla volontà di realizzare continuità tra parti interne ed esterne dell’edificio, forzando i confini dell’involucro a beneficio di una percezione degli spazi più “profonda” della loro reale dimensione fisica.
Giardino d’inverno, muro verde, tetti verdi, patii e serre, sempre in posizione tale da essere avvertiti come presenza costante o fuochi dei principali percorsi interni, costituiscono insieme la punteggiatura e il filo rosso della composizione. La percezione della luce naturale è ricercata e perseguita da tutte le angolazioni possibili, così da rendere luminosi e vivi gli ambienti interni.
La tipologia degli spazi
Per corrispondere alle nuove necessità produttive, invece di una teorica flessibilità assoluta (piano libero indifferenziato), gli spazi interni sono articolati in varie tipologie di sotto spazi, diversi ed alternativi per misura e posizione. Uffici singoli, piccoli open space, grande open space monoplanare e infine grande open space a doppia altezza, divisi da muri attrezzati che contengono elementi strutturali, impiantistici e armadiature fisse, e posizionati in coerenza con la struttura ed i caratteri peculiari dell’edificio, oltre ad offrire diverse modalità di organizzazione del lavoro, generano ambienti di lavoro sempre diversi e con specifiche identità.
L’edificio è stato pensato secondo criteri di sostenibilità ambientale e finalizzato ad abbattere i consumi energetici e a ridurre l’inquinamento atmosferico. Affinché ciò fosse possibile, è stato effettuato, prima della realizzazione del progetto vero e proprio, uno studio del suo comportamento fisico e delle potenziali necessità energetiche, così da poter definire in partenza gli accorgimenti tecnici volti al miglioramento del comportamento passivo dell’involucro.
E’ stato adottato di conseguenza un sistema di climatizzazione a soffitti radianti che si avvale dell’utilizzo di acqua fredda pescata dalla falda (e poi immessa nel vicino fiume Olona a fine ciclo), abbinata a pompa di calore reversibile e scambiatori di calore. Non vi è quindi presenza di caldaie né di macchine frigorifere.
I vantaggi consistono nell’utilizzo di basse potenze e conseguenti bassi costi di approvvigionamento energetico, nell’assenza di moti convettivi d’aria e di rumori.
Gli apparati elettrici ed elettronici, di tipo BMS (building management system), sono in linea con i più elevati standard disponibili sul mercato, e anch’essi, ottimizzando l’utilizzo delle funzioni governate (temperatura, umidità, tende esterne, illuminazione antincendio e antiintrusione), contribuiscono enormemente al contenimento dei consumi energetici.
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